Nuove tecnologie non invasive per la cura della carie dentale
L’odontoiatria moderna prevede nuovi approcci per la cura della carie dentale che spesso non richiedono l’utilizzo dell’anestesia e del trapano. Esistono nuove tecnologie per intercettare la carie dentale quando è ancora in uno stadio estremamente iniziale e grazie alle quali è possibile intervenire con metodi nuovi e mini-invasivi.
Intercettazione e diagnosi della carie dentale
Il primo e fondamentale step per avere un approccio non invasivo al trattamento della carie dentale è intercettare la lesione cariosa quando è ancora in uno stato iniziale.
In casi simili la carie ha creato un danno superficiale allo smalto del dente quindi parliamo di stadio di White Spot e successivamente di stadio di Brown Spot.

Per approfondimento su questo consiglio la lettura del mio articolo Fluorosi e macchie sui denti dove spiego cosa sono gli White Spots e le loro cause e l’articolo Come si curano white spots, fluorosi e difetti dello smalto dei denti.
Il primo passo ovvero quello dell’intercettazione della carie dentale può essere fatta tramite l’uso di:
- Occhiali ingranditori da parte dell’operatore
- Microscopio: questo utilissimo strumento ci permette di avere una visione estremamente dettagliata delle carie dello smalto, in particolare quando sono in uno stadio iniziale

- Transilluminazione: sono lampade apposite che rilasciano una luce che permette di intuire l’estensione e la morfologia della carie attraverso il dente

- Radiografie endorali: questo è uno strumento indispensabile per poter valutare l’estensione della carie all’interno del dente.
L’utilizzo di questi strumenti ci da la possibilità di intercettare la carie quando è all’inizio e quindi ci permette di adottare un approccio non invasivo alla classica otturazione.
Infiltrazioni di resina
Come già accennato precedentemente, se riusciamo a intercettare la carie in uno stadio iniziale, possiamo intervenire con questa nuova tecnica che è l’infiltrazione di resina.
Guardiamo di seguito, passo dopo passo, in cosa consiste questa tecnica:

- isolo il campo operatorio e preparo per il trattamento di infiltrazione

- applico il gel mordenzante sulla superficie della carie per renderla gessosa e assorbente

- pulisco la lesione con un primer a base di etanolo

- applico una resina estremamente fluida che si infiltra all’interno della carie e va a bloccarla

- infine polimerizzo con un lampada foto-polimerizzante per ottenere questo risultato finale

- questo è il risultato che ottengo dopo il trattamento
Questa nuova tecnologia non richiede l’utilizzo di trapano né di anestesia, ma più importante ancora, si effettua un approccio estremamente conservativo del dente, preservando la maggiore quantità di smalto sano possibile.